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Icona no 129
Formato : 44 x 26 cm.
Tavola in tiglio
Tempera. Aureole dorate con foglie d'oro.
San Giuliano, giovane istriano del III secolo, era figlio di un senatore pagano, mentre la madre, Asclepiodora, cristiana, lo aveva educato alla nuova fede religiosa.
Non facendo mistero di essere cristiano, a diciotto anni venne denunciato a Marciano, proconsole della città di Flaviade, che gli impose di sacrificare agli dei. Di fronte al suo deciso rifiuto, venne torturato e condotto ad Anazarva (Anazarbo), lungo la costa Egea (Cilicia). Condannato a morte, fu rinchiuso in un sacco insieme a serpenti velenosi (o con scorpioni) e gettato in mare. Le sue spoglie, dopo un lungo girovagare, furono recuperate ad Alessandria d'Egitto e successivamente traslate nella basilica di Antiochia.

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