Atelier saint André La rifinitura dell' icona
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Il fondo, l'aureola e la cornice

Molte icone hanno un fondo dorato, ma è anche possibile colorarlo. Si può in tal caso utilizzare un colore trasparente a base d'ocra gialla diluita o, al contrario, un colore coprente a base di giallo di Napoli leggermente tinto d'ocra gialla o di verde veronese, o ancora tinto di bianco di zinco con un po' d'ocra gialla...Bisogna fare delle prove poiché esistono molte altre possibilità...Questa tinta verrà applicata a chiazze.

la ligne rouge - Successivamente bisogna procedere e tracciare l'aureola e il filo attorno al bordo dell'icona.
- Preparare a questo fine un miscuglio di rosso un po' scuro.
- Per tracciare il filo del bordo ci si può aiutare di una riga come nella foto qui a fianco...




La calligrafia

La calligrafia, come la doratura, è un'arte in sé. E' vivamente consigliato esercitarsi su carta prima di passare all'iscrizione sulla tavola.
La scrittura sull'icona è indispensabile poiché conferisce ad essa la presenza spirituale dei personaggi rappresentati e gli permette di accedere, dopo la benedizione impartita dal sacerdote, al rango di oggetto di culto pubblico o privato.

Una tra le regole più importanti da rispettare in questa fase è calcolare la giusta proporzione dell'iscrizione rispetto alla grandezza dell'icona. Un'iscrizione troppo grande nuoce all'armonia dell'icona, essa deve rimanere discreta ma leggibile.

La scelta della lingua si rifà solitamente a una delle lingue liturgiche tradizionali della Chiesa: greco, slavo, latino, arabo, etc... e varia anche in funzione della scuola a cui si ispira il modello scelto. E' anche possibile eseguire delle iscrizioni in una lingua vernacolare, ma in questo caso bisognerà scegliere uno stile di scrittura armonioso (molti iconografi contemporanei scelgono una scrittura vicina all' "onciale").

Calligraphie - La mistura di colori per la calligrafia è lo stesso dell'aureola e del filo di bordatura.
- Scegliere un pennello in perfetto stato poiché la scrittura deve essere precisa e netta.
- Tracciare un primo approccio di lettere con una scrittura molto fine.
- Inspessire le lettere utilizzando la tecnica dei pieni e dei sottili come se scrivessimo con la piuma.
- Porre l'accento sulla verticalità della scrittura inspessendo le barre verticali delle lettere.

- Per fare aderire la calligrafia all'oro, bisogna mescolare il colore al fiele di bue o alla saliva e, una volta secchi, fissare l'inscrizione con un po' di gomma lacca bianca.



I lati dell'icona

le bord de l'icône - Se i quattro lati dell'icona sono stati ricoperti di levkas, bisogna colorarli con un rosso un po' scuro (ocra rossa – terra di Siena bruciata e un po' di nero) o con un altro colore che si armonizzi con l'insieme dell'icona.
- Se invece si é conservato l'aspetto naturale del legno, bisogna pulire bene i lati e proteggerli con della vernice che si trova già pronta in commercio. Si puo' altrimenti tingere leggermente i lati utilizzando, per esempio, del nocito diluito, ma è comunque meglio fare delle prove preliminari...




La vernice finale

Quando la pittura dell'icona (o la sua scrittura) è terminata, bisogna aspettare almeno tre mesi prima di verniciarla affinché lo strato di pittura abbia raggiunto un sufficiente grado di solidità.

Tradizionalmente la vernice delle icone si faceva per mezzo dell'olifa che è una vernice grassa a base di olio di lino cotto al quale è stato aggiunto un siccativo. Oggi esiste una gamma di vernici molto conosciute che, secondo alcuni, garantiscono i vantaggi dell'olifa (trasparenza, fusione dei colori e luminosità) senza comportarne gli inconvenienti (ossidazione, polveri e difficoltà della messa in opera). Sarebbe azzardato affermare che Andrei Rublev, se fosse in vita, opterebbe per l'olifa per verniciare le sue icone: notiamo infatti che molti iconografi contemporanei ricoprono l'olifa con vernici moderne.

  • L'olifa

    • Materiale:

      • Comprare un litro d'olio di lino decolorato ed esporlo al sole per diversi giorni.
      • Comprare in farmacia 2,5 g di acetato di cobalto (chiedere un'autorizzazione).

    • Preparazione dell'olifa:

      • Scaldare l'olio di lino a 280° e aggiungere i 2,5 g di acetato di cobalto.
      • Mescolare bene e lasciare cuocere.

    • Altra preparazione dell'olifa:

      • Cuocere dell'olio di lino (scaldato preferibimente al sole) a 150° per 5 ore.

    • Metodo di verniciatura:

      • Cospargere l'icona con uno strato spesso di olifa.
      • Eliminare e recuperare a mano l'eccedenza di olifa.
      • Lasciare seccare 2 ore poi togliere il resto di olifa con la carta di Cina.
      • Ogni quarto d'ora ripassare e uguagliare le parti opache, questo per 2 o 3 ore.
      • Attendere che l'olifa "prenda" e lisciare rapidamente e delicatamente con il palmo della mano.
      • Lasciare asciugare 2 mesi e mezzo al riparo dalla polvere.

    • Altro:

      • La ditta Zecchi produce e vende l'olifa.
      • L'olifa deve essere ricotta tutti i 6 mesi.


  • La vernice al bianco d'uovo.

    • Prendere un bianco d'uovo e montarlo a neve fino a che lo si possa tagliare con il coltello. Versarvi sopra un piccolo bicchiere d'acqua e ricoprire il tutto fino all'indomani. Versare in un altro recipiente il liquido che si è depositato sul fondo: la vernice.
    • Per l'esattezza, il bianco d'uovo non è una vernice nel senso in cui si intende oggi, ma una pellicola che rende omogenei i vari gradi di opacità del colore. Protegge la superficie dall'aria e serve da isolante per l'eventuale vernice da aggiungere in seguito. Una pittura dipinta all'uovo acquista una maggiore vivacità man mano che l'uovo solidifica. Il bianco d'uovo è sufficiente a proteggere una pittura e se ne possono aggiungere tanti strati quanti se ne desiderano. Si può anche ripassare sopra per ritoccare il colore.
    • Per verniciare una pittura con il bianco d'uovo, bisogna attendere circa un mese dopo averla terminata. Si immerge quindi un pennello largo e morbido nell'albume e lo si asciuga bene sul bordo del recipiente, per evitare di "allagare" la pittura che, al contrario, va ricoperta uniformemente forzando il pennello ad espellere quel poco di liquido che ancora contiene. Ripassarci sopra due o tre volte fino ad ottenere un aspetto più o meno brillante. Non passare il bianco d'uovo sulle parti dorate.
    • Se una pittura rimane in un luogo umido, durante i 6 mesi che seguono alla
      sua asciugatura potrebbero presentarsi degli inconvenienti sotto forma di muffa. Se dovesse succedere, asciugare semplicemente la muffa con un pennello leggero e passare l'ultima mano di vernice.


  • La vernice sintetica ad acqua

    • Le vernici sintetiche migliori per l'icona sono le vernici Lascaux e Liquitex che hanno un aspetto lattiginoso. Esistono in commercio vernici sia ad effetto opaco che brillante ma, per l'icona, è preferibile comprarle entrambe e mischiarle in proporzioni uguali per ottenere un effetto satinato.

      • Medoto di verniciatura:

        • Diluire la vernice con il 40% di acqua.
        • Pulire l'icona dalla polvere etc...
        • Spazzolare bene e applicare con una spazzola da 10 a 15 mm. Utilizzare le spazzole più morbide possibili.
        • Spalmare incrociando due strati i più fini possibile, senza ritornare su quello che è già stato fatto. Il secondo strato si applica solo una volta che il primo sia ben asciutto.
        • Lo strato applicato dona all'icona l'aspetto di un latte steso in modo non omogeneo ma che diventa trasparente nell'arco di 5 o 10 minuti. Non toccare finché non è asciutto.

      • Inconvenienti di questo procedimento:

        • Su questa vernice non è più possibile effettuare alcun ritocco. A meno che non si usi il tricloroetilene (trielina).


  • La vernice alla gomma lacca

    • Come per la doratura, è possibile procedere alla verniciatura completa dell'icona con della gomma lacca diluita in un terzo d'alcool a 90°, utilizzando una spazzola larga.


Riassunto delle tappe della pittura




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Ultimo aggiornamento : Tue, Dec 16, 2008, P. Grall © ASA 2000 - 2009 Tutti i diritti riservati.